Il sopralluogo vale metà del lavoro
Una villa da presentare bene si gira in un giorno, a patto di aver camminato dentro le stanze qualche giorno prima. Durante il sopralluogo non guardiamo l’arredamento: guardiamo dove entra la luce e a che ora se ne va.
Annotiamo anche cosa va tolto. Un cavo, un tappetino consumato, il magnete sul frigorifero. Sistemare queste cose in ripresa costa cinque minuti, in post costa un pomeriggio.
L’ordine delle stanze lo decide il sole
Si comincia dagli ambienti esposti a est, si chiude con quelli a ovest e con la terrazza al tramonto. Il salotto non si gira quando fa comodo al proprietario, si gira quando quella vetrata sta lavorando per noi.
Le stanze cieche — corridoi, cabine armadio, bagni interni — le teniamo per il primo pomeriggio, quando la luce esterna è dura e serve a poco comunque.
Tre movimenti per ambiente
Un ingresso in camminata che porta dentro la stanza, un dettaglio fermo su un materiale, un movimento laterale che rivela la vista. Bastano.
Un quarto movimento raramente aggiunge informazione e allunga il montaggio. Su una villa di dieci ambienti fanno trenta inquadrature: più che sufficienti per un video da novanta secondi e per una versione verticale da quaranta.
Cosa consegniamo
Il video orizzontale per il portale e per il sito dell’agenzia, la versione verticale per i social, una manciata di fermi immagine in alta risoluzione tratti dalle stesse riprese. Le foto nate dal video sono utili sui portali che vogliono venti immagini per annuncio.
Se state preparando la vendita di una proprietà importante, bloccate una giornata intera con il sole dalla parte giusta. Due mezze giornate in condizioni diverse producono un montaggio che sembra fatto in due case differenti.









