Sui social oggi vince il video. Gli algoritmi lo premiano, le persone lo guardano più volentieri di un testo, e un reel ben fatto può raggiungere migliaia di persone che non ti conoscono. Il problema è che “fare video” sembra facile e quasi mai lo è. La maggior parte dei video aziendali annoia entro i primi tre secondi, e a quel punto è già finita.
I primi tre secondi decidono tutto
La regola più importante del video sui social è anche la più ignorata: devi catturare l’attenzione subito. Niente intro col logo che gira, niente “ciao a tutti benvenuti”. Si parte dal punto più interessante, dalla domanda che incuriosisce, dall’immagine che ferma il pollice mentre scorre. Se i primi secondi non funzionano, il resto del video non lo vedrà nessuno.
Questo cambia il modo di girare. Non costruisci un video e poi cerchi un inizio a effetto: parti dall’aggancio e costruisci il resto attorno. È un mestiere, e si vede quando c’è dietro qualcuno che lo conosce.
Quantità sì, ma con criterio
I social premiano chi pubblica con costanza. Ma pubblicare tanto per pubblicare stanca il pubblico e non porta risultati. Meglio un piano: pochi formati che funzionano, ripetuti e variati nel tempo. Un video che spiega un dubbio comune dei clienti. Uno che mostra il dietro le quinte. Uno che presenta un prodotto in uso. Tre format, tante varianti.
Per le PMI il vantaggio è che non serve un set hollywoodiano. Servono idee chiare, una produzione curata e un montaggio che tenga il ritmo. Tutto il resto è organizzazione.
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