Si vede che una foto è fatta con l'AI? - Giunès Studio

Si vede che una foto è fatta con l’AI?

La domanda che ci fanno tutti

Sì, spesso si vede. Mani strane, riflessi che non tornano, texture troppo pulite: l’occhio non sa dire cosa c’è che non va, ma lo sente. E un cliente che “sente” qualcosa di strano in una foto prodotto esita al momento di comprare.

Dove l’AI funziona davvero

Nel nostro lavoro l’AI entra quasi ogni giorno, ma quasi mai per generare l’immagine da zero. La usiamo per la post-produzione: pulizia dello sfondo, correzione colore in batch, varianti di formato per i social. Su cento scatti, il tempo risparmiato si misura in giornate.

Poi ci sono i casi in cui generiamo davvero. Ambientazioni impossibili, mockup prima che il prodotto esista, test di concept. Lì il gioco vale la candela — a patto di dichiararlo quando serve e di ritoccare a mano ciò che l’algoritmo sbaglia.

La soglia da non superare

Il punto critico è il prodotto stesso. Il colore di un tessuto, le proporzioni di una bottiglia, la finitura di un metallo: se l’AI li altera, il cliente riceve a casa una cosa diversa da quella che ha visto. I resi costano più del fotografo.

La nostra regola interna è semplice. Tutto ciò che il cliente può toccare va fotografato per davvero; tutto ciò che gli sta intorno si può costruire. Una foto vera in un ambiente generato regge benissimo. Un prodotto generato in un ambiente vero, quasi mai.

Se avete un catalogo da rifare e vi state chiedendo quanto affidare all’AI, scriveteci: guardiamo i prodotti e vi diciamo, voce per voce, dove conviene scattare e dove generare.

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