Strategie · 16.09.2026 · 2 min di lettura
Un prodotto, un pomeriggio, tre settimane di contenuti
Un barattolo di crema, un tavolo vicino alla finestra, quattro ore di luce. Con questo, se il pomeriggio è organizzato bene, escono i contenuti di tre settimane di Instagram.
Il segreto sta tutto nell’organizzazione. Ecco come lavoriamo.
Si parte dalla lista, non dalla camera
Prima di accendere qualsiasi cosa scriviamo cosa deve uscire: quattro reel, sei storie, otto foto, due caroselli. Per ognuno una riga sola. «Mani che aprono il barattolo, luce radente.» «Texture della crema su vetro, macro.» «Prima e dopo, stessa inquadratura.»
Quella lista decide tutto il resto. Senza, si gira molto e si usa poco.
Una luce, tre set
Montiamo la luce una volta sola e poi spostiamo il prodotto, non le lampade. Il tavolo bianco diventa il set pulito per le foto prodotto. Lo stesso tavolo con un asciugamano di lino e una tazza diventa il bagno di casa. Un angolo con il muro grezzo diventa la scena più calda, quella da storia della sera.
Cambiare set così richiede dieci minuti. Cambiare luce ne richiede quaranta, e alla fine del pomeriggio quei quaranta minuti sono tre contenuti in meno.
Girare in verticale e in orizzontale insieme
Due camere affiancate, una dritta e una ruotata. Ogni ripresa esce già nei due formati. Il verticale va su reel e storie, l’orizzontale sul sito e su LinkedIn.
Quando le camere sono una sola, giriamo largo in orizzontale e lasciamo all’AI il ricalcolo del verticale. Funziona bene sui prodotti fermi, meno sulle persone in movimento, dove un ritaglio sbagliato taglia una mano o una faccia.
Le inquadrature che non si possono girare
Una goccia di crema che cade al rallentatore su una foglia, in un bosco al mattino. Per girarla davvero servono un bosco, un mattino e tanta pazienza. Noi la generiamo partendo da una foto vera del prodotto, e la mettiamo in mezzo al girato.
Sono due o tre secondi per video. Bastano a dare respiro, e chi guarda lo capisce dalla nota che mettiamo sotto: anche questo fa parte del patto.
Cosa ci serve da voi
Il prodotto, ovviamente, meglio se in più pezzi. Le tre cose che i clienti vi dicono più spesso quando lo comprano. E un’ora di qualcuno del team che sa raccontarlo, perché le storie più forti nascono quasi sempre da una frase detta per caso davanti alla camera.
Il resto lo porta il pomeriggio. Se la lista è fatta bene, alle sei avete un mese di contenuti e nessuna voglia di rifarlo da capo la settimana dopo.
Testi e immagini di questo articolo sono realizzati con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, poi scelti, rivisti e firmati da Giunès Studio.