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  • News della settimana: AI, video e creator (25 giugno 2026)

    News della settimana: AI, video e creator (25 giugno 2026)

    Ogni settimana raccogliamo le novità che contano per chi lavora con contenuti, AI e brand. L’obiettivo non è inseguire ogni annuncio, ma segnalare quello che può cambiare il modo di lavorare di una PMI. Ecco cosa è successo in questi giorni.

    Intelligenza artificiale

    OpenAI ha presentato Jalapeño, il suo primo chip dedicato all’inferenza, sviluppato con Broadcom per rendere i modelli più veloci ed economici. È un segnale chiaro: la corsa non è solo sui modelli, ma sull’infrastruttura che li fa girare a costi più bassi, e questo nel tempo significa AI più accessibile anche per le piccole imprese.

    Sul fronte modelli, il mese ha visto uscire diverse novità: la famiglia GPT-5.5 di OpenAI, Gemini 3.1 di Google e modelli aperti come GLM-5.2 rilasciato con licenza permissiva. Per chi non è del settore il messaggio è semplice: gli strumenti diventano più potenti e più economici quasi ogni mese.

    Strumenti per creator e video

    Instagram ha introdotto un teleprompter nativo, che permette di leggere un copione mantenendo lo sguardo in camera. Una piccola funzione che però rende i video parlati molto più professionali, senza attrezzatura aggiuntiva.

    Meta ha lanciato Creator Assistant, un assistente AI dentro Facebook che risponde alle domande dei creator sulle performance dei contenuti e sulla crescita. YouTube, dal canto suo, ha aggiunto una funzione di editing AI per gli Shorts. La direzione è chiara: le piattaforme stanno mettendo l’AI direttamente tra le mani di chi crea.

    Tra i tool, è uscito Edimakor V5 con funzioni di generazione video da riferimento, e diversi editor che trasformano audio in video, utili per chi vuole riusare podcast o voiceover come contenuti visivi.

    Cosa ce ne facciamo

    Dietro tutti questi annunci c’è una tendenza che seguiamo da vicino: creare contenuti di qualità costa sempre meno tempo, a patto di sapere quali strumenti usare e come. È esattamente il lavoro che facciamo per i nostri clienti. Se vuoi capire come queste novità possono aiutare il tuo brand, parliamone in una call gratuita.

    Fonti: OpenAI, Microsoft AI, Boot Camp Digital, llm-stats.com.

  • AI nella post-produzione foto e video: cosa cambia (e cosa no)

    AI nella post-produzione foto e video: cosa cambia (e cosa no)

    Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha cambiato parecchio il modo di lavorare in post-produzione. Operazioni che prima richiedevano ore, oggi si fanno in minuti: pulire uno sfondo, uniformare i colori, recuperare un dettaglio, migliorare la nitidezza. Per un piccolo studio significa poter offrire una qualità che prima era riservata alle grandi produzioni.

    Ma attorno all’AI c’è anche tanta confusione, e vale la pena chiarire cosa fa e cosa non fa.

    Cosa fa bene l’AI

    L’AI è uno strumento eccezionale per le operazioni ripetitive e tecniche. Ottimizzare la luce, correggere i colori in modo coerente su decine di scatti, ripulire imperfezioni, adattare un’immagine a formati diversi. Tutto questo l’AI lo fa in fretta e bene, liberando tempo per la parte creativa.

    Nel nostro lavoro questo si traduce in tempi più rapidi e in una resa più uniforme. Un intero set di foto prodotto può avere lo stesso trattamento impeccabile senza settimane di ritocco manuale.

    Cosa l’AI non sostituisce

    Qui sta il punto che molti saltano. L’AI lavora su un’immagine che esiste già. Non decide la luce sul set, non sceglie l’angolazione che racconta meglio il prodotto, non costruisce l’atmosfera di uno scatto. Quella è la parte umana, ed è quella che fa la differenza tra una foto corretta e una foto che vende.

    Per questo nel nostro studio l’AI è un assistente, non il regista. Agnese guida lo shooting e decide la direzione; l’AI velocizza e affina. Il risultato è il meglio dei due mondi: la qualità artigianale di chi sa scattare, con l’efficienza degli strumenti moderni.

    Se vuoi vedere cosa significa in pratica per il tuo brand, guarda i nostri lavori e prenota una call gratuita.

  • 5 automazioni AI indispensabili per ogni PMI

    5 automazioni AI indispensabili per ogni PMI

    L’intelligenza artificiale sembra una cosa da grandi aziende con budget enormi. Non è così. Le PMI possono usarla oggi, su attività concrete, senza progetti faraonici. Il segreto è partire da pochi automatismi mirati invece di voler rivoluzionare tutto. Ecco cinque automazioni AI che, nella nostra esperienza, danno il ritorno più rapido.

    1. Risposte automatiche e smistamento delle email

    Le email mangiano ore. Un sistema con AI può leggere i messaggi in arrivo, capire di cosa parlano e smistarli alla persona giusta, oppure rispondere subito alle domande più frequenti. Non sostituisce il rapporto umano: filtra il rumore e fa arrivare alle persone solo ciò che richiede davvero la loro attenzione.

    2. Generazione di bozze e preventivi

    Compilare un preventivo da zero ogni volta è una perdita di tempo. Con l’AI parti da una richiesta e ottieni una bozza già strutturata, che poi rifinisci. Lo stesso vale per email commerciali, descrizioni prodotto e risposte standard. Il lavoro creativo resta tuo, la fatica meccanica no.

    3. Qualificazione automatica dei lead

    Non tutti i contatti valgono uguale. Un’automazione può analizzare ogni richiesta in arrivo e capire quali sono i contatti più promettenti, così il team commerciale si concentra dove conta. Meno tempo sprecato, più trattative chiuse.

    4. Riassunti e analisi dei dati

    Hai dati sparsi tra fogli di calcolo e gestionali? L’AI può leggerli e darti un riassunto in linguaggio normale: cosa sta andando bene, cosa no, dove guardare. Senza che tu debba diventare un analista.

    5. Creazione di contenuti per i social

    Mantenere i social attivi è faticoso. L’AI aiuta a generare idee, bozze di post e varianti, che poi un occhio umano sistema e pubblica. Non delega la strategia alla macchina, ma toglie il blocco della pagina bianca.

    Il punto comune di queste cinque automazioni è che partono da un problema reale, non dalla tecnologia. Se vuoi capire quali fanno al caso della tua azienda, ne parliamo in una call gratuita.

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